Prefazione del libro

ISTANTANEE DI VITA

 

Quando si percorre una strada, per capire meglio la direzione, ci si aiuta con i cartelli, le indicazioni, che devono essere chiari ed immediati, che ci danno una mano a capire meglio il senso e, a volte, ci fanno guardare con un occhio più attento e profondo quanto sta scorrendo accanto a noi.

Ecco il significato di questa prefazione: aiutare chi si accinge ad intraprendere il percorso di lettura perché possa provare le stesse sensazioni e gli stessi sentimenti di chi per prima ha aperto, capitolo dopo capitolo, queste pagine.

Dentro vi sono racconti e memorie, che inducono a pensare. Per questo andrebbero letti ad alta voce, per gustare meglio le parole, e rendere così più preziose queste storie. Per attrarre ancor di più il lettore e portarlo oltre l’ascolto, verso un nuovo modo di vedere la medicina e la vita.

Ne è autore una persona sensibile e intelligente che ha vissuto la propria dimensione di medico in modo appassionato, trasformandola in occasioni di crescita personale, attingendo ad essa, per costruirsi come individuo.

La nostra amicizia risale a tre anni fa e, nonostante si tratti solo di un’amicizia “virtuale”, posso dire di conoscerlo a fondo.

È stato un incontro casuale, come i tanti che accadono nella blogosfera. Ma subito la nostra corrispondenza ha preso una piega personale, e pian piano si è trasformata in amicizia particolare. Tanto particolare che uno dei capitoli è la mia storia e tanto speciale da ritrovarmi ora a scrivere questa prefazione. A volte l’alchimia che si crea tra due persone, distanti fisicamente, ma nei fatti più vicini di quanto si possa immaginare, porta a questo.

Tutto vero raccoglie testimonianze di storie vissute. Talvolta vi s’incontrano pagine dure, così come ogni tanto è dura la vita. Immergendosi in questo spaccato di vita professionale vissuta, ne viene fuori un quadro inquietante ma pieno di speranza, che dimostra come si può condividere la sofferenza in modo costruttivo, nella consapevolezza del fatto che la medicina convenzionale ha i suoi limiti.

Al termine della lettura, ciò che più colpisce è la parola “insieme”. Se la medicina ufficiale, quella con la M maiuscola, si affianca ad altri circuiti, considerati inaccettabili da tempo, l’orizzonte umano assume aspetti davvero differenti.

E se nel cammino del medico occidentale il ruolo si ribalta facendogli incontrare la malattia, la sua stessa sofferenza, la depressione, la paura? Il giuramento di Ippocrate, non è qualcosa di immutabile ma l’impegno assunto dal medico nei confronti dei malati unito al desiderio di sentirsi utile, rimangono inalterati ma la sua stessa professione acquista una nuova profondità. Ora, infatti, il medico vede le cose “dall’altra parte”. Subisce la sofferenza e l’indifferenza del suo stesso mondo. Sente la solitudine e l’abbandono che spesso accompagnano le patologie più gravi. Avverte quel sentimento di esclusione e di insignificanza che prima o dopo coglie tutti coloro che soffrono. Adesso non vuole più stare zitto, si è prefisso un obiettivo: divulgare ciò che l’intensa vita di sanitario gli ha permesso di capire.

In queste pagine prende forma l’esistenza di un medico, tra la professione di tutta una vita e i sogni di fuga verso altri universi, narrata con stile sincero e passione autentica. Parole che rappresentano il disegno volontario di una biografia medica, una sorta di architettura che sottolinea i momenti essenziali del suo cammino professionale e umano. Un itinerario armonico dentro una storia di vita vera.

Questo libro si legge facilmente, grazie alla sua forma fluida ed efficace, accompagnati dallo stesso obiettivo quello di arrivare alla fine del racconto senza troppe complicazioni, malgrado qualcuno possa obiettare che la vera ragione del viaggio è viaggiare, non raggiungere un meta.

Possiamo affidarci alla narrazione dell’avventura pienamente umana vissuta da un uomo che ha fatto tesoro degli studi scientifici per poi allontanarsene quel tanto che basta per approdare all’alternativa.

Il suo atteggiamento è cambiato quando ha sperimentato quali stupefacenti risultati si ottengono offrendo un percorso diverso nel dramma.

Tutto vero mi ha toccato il cuore, ma dovrebbe essere assolutamente letto da chi pratica la professione di Ippocrate perché attraverso le parole di uno di loro, che umilmente è riuscito a sintonizzare scienza, mente, corpo e spirito, la via verso la speranza è aperta. Leggere, ascoltare le parole, ripeterle a voce alta e inanellarle in un libro serve a questo, a porre piccole solide pietre sulla via del nostro cammino.

 

LORETTA DALOLA

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